Meta elimina la clausola sull'addestramento dell'IA dai suoi termini commerciali dopo le critiche di editori ed esperti legali
Meta ha rimosso dai suoi termini commerciali una formulazione che, secondo i critici, avrebbe potuto consentirle di addestrare l'IA su contenuti dei siti web dei clienti business, pur sostenendo che il suo uso dei web crawler non è cambiato.

Punti chiave
- 1Meta ha rimosso dai suoi termini commerciali una frase che le avrebbe permesso di usare i contenuti dei domini collegati ai clienti business per addestrare e migliorare i propri prodotti, ha riferito The Verge.
- 2Secondo The Register, i termini rivisti autorizzavano anche il crawling automatizzato di tali domini e avrebbero dovuto entrare in vigore il 30 ottobre 2026.
- 3Danielle Coffey della News/Media Alliance ha definito i termini «oltraggiosi e probabilmente illegali», mentre i professori di diritto Eric Goldman e James Grimmelmann hanno espresso preoccupazioni su consenso e robots.txt.
- 4Meta ha affermato che i termini sul crawling si applicavano soltanto ai suoi prodotti pubblicitari e business, che l'uso dei suoi crawler non è cambiato e che i proprietari dei contenuti possono ancora segnalare le proprie preferenze tramite robots.txt.
La notizia completa
Meta ha cancellato dai suoi termini commerciali un passaggio che i critici avevano interpretato come un'autorizzazione per l'azienda a utilizzare materiale proveniente dai siti web collegati ai suoi clienti business per addestrare i propri sistemi di IA, ha riferito The Verge. La rimozione è seguita alle critiche a una revisione di quei termini che, secondo The Register, avrebbe dovuto entrare in vigore il 30 ottobre 2026.
Come descritto da The Register, i termini rivisti facevano sì che i clienti business autorizzassero Meta, o chiunque agisse per suo conto, a impiegare strumenti automatizzati come crawler, bot e scraper e a creare credenziali di accesso di prova, in modo da poter accedere, indicizzare, raccogliere e aggiornare regolarmente i contenuti di domini e URL legati ai loro prodotti o servizi. Un'ulteriore frase stabiliva che Meta poteva utilizzare tali contenuti per sviluppare, migliorare, ricercare e addestrare i propri prodotti e funzionalità. La definizione di cliente business adottata da Meta copre attività come la pubblicazione di annunci, la vendita o l'inserimento di prodotti, la creazione di app, la gestione di una Pagina e l'uso di strumenti come Ads Manager o Meta Business Suite. The Register ha richiamato l'osservazione di Nieman Lab secondo cui quasi tutti gli editori di notizie possiedono almeno un account business di Meta, e ha affermato che almeno un milione di aziende utilizza gli agenti di IA di Meta su WhatsApp e Messenger.
I critici hanno reagito duramente. Danielle Coffey, presidente e CEO della News/Media Alliance, ha dichiarato in un comunicato che i termini erano «oltraggiosi e probabilmente illegali» e ha descritto il vincolare l'accesso al pubblico di Meta al permesso di scraping come un abuso del potere di mercato dell'azienda. Eric Goldman, professore di diritto alla Santa Clara University, ha detto a The Register che la modifica sollevava questioni procedurali, come se i clienti esistenti avessero un modo concreto di rifiutarla e se le somme prepagate sarebbero state rimborsate a chi decidesse di andarsene. Ha inoltre affermato che la formulazione non impegnava esplicitamente Meta a rispettare le istruzioni di robots.txt. Secondo The Verge, Nieman Lab e il professore di diritto della Cornell James Grimmelmann hanno letto quel linguaggio come un tentativo di permettere a Meta di addestrare l'IA su contenuti raccolti tramite scraping senza pagarli e di aggirare le regole di blocco contenute nei file robots.txt.
Meta ha inizialmente respinto quella lettura. The Verge ha riferito che il vicepresidente alle comunicazioni di Meta Andy Stone e il portavoce Daniel Roberts hanno dichiarato: «Non c'è alcun cambiamento nel modo in cui Meta utilizza i web crawler; qualsiasi affermazione contraria è falsa». The Register ha affermato che Meta non aveva risposto alla sua richiesta di commento. L'azienda ha poi aggiornato nuovamente i termini, e The Verge ha riferito che la frase che consentiva a Meta di usare i contenuti di tali domini per l'addestramento e altri scopi non compare più nella pagina dei termini commerciali.
In una dichiarazione successiva a The Verge, Roberts ha detto che i termini consolidati sul crawling riguardavano soltanto i prodotti pubblicitari e business di Meta, che ora i termini lo chiariscono e che i proprietari dei contenuti possono ancora esprimere le proprie preferenze tramite robots.txt. Ha aggiunto che la modifica non riguardava lo scraping dei siti di notizie e che gli aggiornamenti «non ci danno nuovi diritti che prevalgano su quelle preferenze». I resoconti non precisano se la distinta autorizzazione all'accesso automatizzato resti nei termini né se la data di entrata in vigore del 30 ottobre sia ancora valida. Goldman aveva paragonato l'episodio a precedenti controversie sui termini di servizio di GeoCities nel 1999 e di Instagram nel 2012, che a suo dire non si erano concluse in un disastro.
Perché è importante
Secondo Nieman Lab, quasi tutti gli editori di notizie possiedono account business di Meta, quindi la formulazione contrattuale sul crawling dei loro siti web incide sulla possibilità che i loro contenuti alimentino l'addestramento dell'IA. Goldman ha inoltre osservato che la legge non obbliga necessariamente nessuno a rispettare robots.txt, il che limita la rassicurazione che quel meccanismo può offrire.
Cronologia
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Argomenti#Meta#addestramento IA#termini di servizio#web crawling#editori#robots.txt
Fonti
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